giovedì 23 aprile 2009

"..un muto bisogno di decenza" (*)

Paola Lugo
Montagne ribelli.
Guida ai luoghi della resistenza
Editore Mondadori  (collana Oscar storia)
anno 2009,
pagine XIX-179 p., ill., brossura,
€ 13
ISBN: 978-88-04-58839-9

Quarta di copertina: "Fin dal Medioevo le montagne sono state ricettacolo, o rifugio, per ogni sorta di ribelli: vagabondi, fuorilegge, streghe, eretici, servi fuggiaschi. Niente di più naturale, allora, per quei giovani che l'8 settembre 1943 scelsero la disobbedienza al regime di Salò, che salire in montagna. E in montagna iniziarono a camminare." E cammina, alla lettera, anche l'autrice tracciando per noi dieci itinerari nei luoghi della Resistenza di scrittori come Calvino, Fenoglio, Ettore Castiglioni; luoghi, che nelle loro pagine troviamo a volte descritti altre volte solo citati o accennati, dove li portò la scelta di andare a combattere in montagna, fatta per "un muto bisogno di decenza" come scrive Santo Peli, citando Primo Levi, nella bella prefazione.

E Paola Lugo camminando  racconta: quello che vede lei, quello che in quei posti videro i suoi autori, quello che in quei posti accadde. Persone vere incrociano personaggi letterari, luoghi reali ospitano racconti di fantasia accanto a ricordi di avvenimenti storici.

Per ogni camminata c'è una scheda che sintetizza tempi di percorrenza, dislivelli, quota massima raggiunta, difficoltà, breve descrizione dell'itinerario e "libri guida": le orme di che scrittore e di che personaggio stiamo seguendo. Una poco dettagliata e non esauriente cartina serve per farsi un'idea del percorso e della zona dove si svolge.

Accompagnano ogni escursione numerose fotografie storiche, che ritraggono i protagonisti o i paesaggi narrati.

Paola Lugo cammina per i sentieri delle Dolomiti bellunesi nei Monti del Sole e nei Piani Eterni sulle tracce di Luigi Meneghello e del suo "I piccoli maestri". Sotto l'Antelao verso il rifugio Galassi cammina insieme a "I giorni veri" di Giovanna Zangrandi, al secolo Alma Bevilacqua, alpinista, scrittrice e partigiana per volontà della quale è stato costruito il Rifugio Antelao a Sella di Pradonego. Ancora Meneghello e i suoi Piccoli maestri accompagnano virtualmente Paola sull'Altopiano di Asiago alla ricerca dei posti narrati da Mario Rigoni Stern nel racconto "Un ragazzo delle nostre contrade" pubblicato nel volume "Ritorno sul Don".

Il sentiero successivo segue i passi di Ettore Castiglioni, grande alpinista, partigiano in Valpelline, molto più famoso del suo biografo Marco Ferrari. Emozionante la fotografia di pagina 66 nella quale sono ritratti, davanti alle baite dell'Alpe Berio, i membri della "piccola repubblica indipendente": Castiglioni e i suoi compagni.

Ovviamente non poteva mancare una camminata sulle Langhe a San Bovo di Castino insieme alla Resistenza antiretorica del Partigiano Johnny. E anche qui due foto emozionanti: due gruppi di partigiani fra i quali si riconoscono Pietro Balbo "Poli", il Comandante Nord, ed Enrico Martini Mauri, Comandante Lampus.

Il Comandante Lampus (fonte: parco paesaggistico letterario langhe monferrato roero)

Calvino accompagna Paola Lugo sul "sentiero dei nidi di ragno" nei monti liguri, McBride sulle Apuane al rifugio Rossi alla Pania di Miracolo a Sant'Anna. L'Appennino Tosco Emiliano è visto con gli occhi di Francesco Guccini e di Loriano Macchiavelli sui sentieri di Tango e gli altri, anche se proprio quei sentieri non esistono. Il Molino del Turco è solo nella testa dei due autori e la "Piana del Falchetto" si cercherebbe invano sulle cartine. I paesaggi e le atmosfere però esistono eccome, e anche uno dei personaggi del libro, Toni: Antonio Giuriolo, già incontrato con Meneghello, e sul suo sentiero Paola muove i primi passi in Appennino.

Agnese di Renata Viganò è la guida per le valli di Comacchio e l'argine del Reno ed è l'ultima dei nostri accompagnatori: infatti "Ci sono luoghi che aspettano che qualcuno scriva la loro storia" come la val Vajont e la val Mesath dell'ultimo capitolo: ci prova Paola Lugo con l'aiuto di Mauro Corona a scriverne un pezzettino in attesa di un narratore di razza.

Serviva, c'è da chiedersi, un altro libro sulla Resistenza, questo libro sulla Resistenza?

"... sull'Altopiano di Asiago, mentre raccontavo a un gruppo di amici le morti tragiche avvenute ai Castelloni, un trentenne mi ha interrotta, definendole morti inutili, volute da Stati che mandano a morire soldati ignari «per allargare i propri confini». I suoi sguardi un po' perplessi davanti ai miei successivi tentativi di spiegazione mi han fatto capire che di Resistenza e di 8 settembre non aveva mai sentito parlare". Possibile? Possibile che si faccia, come racconta l'autrice, spesso confusione fra la prima guerra e la Resistenza al punto che per il gestore di un rifugio "peraltro gentilissimo e subito dopo interessato e quasi confuso della propria ignoranza, la prima risposta è stata un veloce «Ah ma qui non c'è stato il fronte, gli austriaci non sono mai arrivati». Eppure la parola «partigiani» l'avevo detta e ripetuta più volte."

Forse si, in quest'Italia ignorante e smemorata, serviva.

(*) Primo Levi, Se non ora, quando?, Einaudi